Cari amici,

La mia esperienza in Africa è iniziata l’8 marzo 2012, data che segna l’inizio di un viaggio che mi ha portata al villaggio di Itigi, nel cuore della Tanzania.
La scelta di partire per l’Africa è nata dal desiderio di poter applicare le nozioni apprese durante gli studi universitari in un’attività di volontariato e dalla curiosità di conoscere una realtà completamente diversa da quella in cui ho sempre vissuto.

Così, grazie alla fiducia datami dalla Congregazione del Preziosissimo Sangue, dieci giorni dopo aver conseguito la laurea è iniziata la mia avventura in Tanzania.

Da neolaureata in scienze agrarie, il compito che mi è stato assegnato è stato quello di affiancare il dott. Gabriele Maneo, l’agronomo che da circa tre anni lavora per il progetto agricolo del St. Gaspar Hospital e di avviare con lui nuove attività zootecniche, quali la realizzazione di un apiario e di un allevamento avicolo.

L’attività apistica è stata quella che ha richiesto maggior tempo e ingegno, poiché era necessario trovare un metodo di produzione del miele che combaciasse con le limitate disponibilità economiche e che allo stesso tempo fosse produttivo.
La lettura di alcune pubblicazioni sui metodi di apicoltura nei paesi in via di sviluppo e i consigli degli apicoltori locali che adottano metodi di produzione più innovativi rispetto a quelli tradizionali, sono stati i due passi iniziali per realizzare l’apiario.

La prima cosa da decidere era quale tipo di arnia usare, optando in seguito per l’arnia “top-bar”. Questa presenta una struttura semplice, realizzabile dai falegnami con materiale facilmente reperibile e a basso costo e che fa ottenere ogni anno discrete produzioni di miele.
Le prime arnie sono state acquistate presso un apicoltore locale, in seguito abbiamo disegnato e fatto costruire dai falegnami del St. Gaspar Hospital le altre arnie, apportando delle modifiche, in modo da realizzare l’arnia da noi ritenuta ottimale.

Come colonie abbiamo utilizzato gli sciami naturali, attirandoli nelle arnie ponendo della cera d’api al loro interno. In questo modo le api, attratte da un odore a loro familiare, vengono “invitate” a entrare dentro l’arnia dove trovano l’ambiente ideale in cui proseguire il resto del loro ciclo vitale. Oggi l’apiario del St. Gaspar è costituito da 27 alveari e si prevede un suo ampliamento in futuro. Non ho avuto la possibilità di assaggiare il primo miele, in quanto la prima raccolta verrà effettuata non appena ritornerà la stagione delle piogge (ottobre/novembre), periodo in cui la fioritura sarà abbondante e le api produrranno una maggiore quantità di miele rispetto a quella necessaria per il loro sostentamento.

Abbiamo inoltre organizzato un seminario di formazione per gli apicoltori locali, per promuovere il metodo di apicoltura da noi sperimentato. Gli apicoltori hanno apprezzato il nostro impegno e hanno espresso il desiderio di voler utilizzare le arnie top-bar. Per loro ci sono delle difficoltà economiche da superare ma grazie ai materiali che avevano a disposizione, sono riusciti a costruire le prime arnie.

L’allevamento avicolo è stato realizzato all’interno di un container prima utilizzato come magazzino. Il lavoro più faticoso è stato quello di riordinare il container ma, formando un team di ragazzi volenterosi, in poche ore è stato svuotato e pulito, pronto per ospitare un pollaio.
I pulcini sono stati acquistati presso un allevatore locale e per la loro alimentazione abbiamo seguito i consigli delle Suore della Misericordia, esperte in piccoli allevamenti.

Settimana dopo settimana, i pulcini crescevano a vista d’occhio fino a diventare galline prolifere e bellissimi galli.

Le attività zootecniche sono solo una parte dell’azienda del St. Gaspar che, infatti, ha orti e frutteti i cui prodotti vengono venduti a prezzi equi ai commercianti del villaggio, fornendo loro ogni giorno verdura e frutta appena raccolta. I proventi vengono utilizzati per sostenere l’ospedale e per continuare a fare investimenti per l’Itigi Farm, una realtà sperimentale e commerciale che oramai è diventata un punto di riferimento per il villaggio di Itigi.